Intervista a Nana

L’intervista originale è apparsa sul MySpace della trasmissione radiofonica
“Versione Beta”, trasmessa da Radio 2.

Il pluripremiato thriller a fumetti “L’Insonne”, creato da Giuseppe di Bernardo, entra nel mondo reale!
E lo fa grazie a Nana, calatasi nei panni dell’affascinante e inquietante Cronide, la nemesi della protagonista Desdy Metus.
Conosciamola meglio!


– Ciao Nana, direi che la prima domanda è quasi d’obbligo. Come è nata la tua interpretazione live di Cronide?

Ero in contatto con l’autore del fumetto, con cui mi ero sentita proprio perché lui -avendomi conosciuto in rete tramite un amico comune- era rimasto “folgorato” dalla mia somiglianza con Cronide… e anche io mi sono immedesimata in lei, con cui sento una certa affinità. O meglio, con cui sente affinità la parte più scorretta della mia personalità, che è poi la stessa che esprimo con la mia attività.
A questo punto è stato assolutamente naturale per me prestarle il mio corpo per poterle permettere di ritirare il suo meritato premio 😀


– Sei senza dubbio una personalità fuori dall’ordinario. Giovanissima, ma con un bagaglio culturale enormemente vasto, leggendo i nomi di autori e artisti che hai a cuore. Cosa ti ha fatto scattare la “molla” a interessarti all’arte a 360 gradi?

E’ una cosa nata spontaneamente… ed è difficile dire come mai. E’ qualcosa che hai dentro. Soprattutto nel mio caso, visto che la famiglia in cui sono cresciuta non ha i miei stessi interessi, e nella piccola città dove vivevo ero assolutamente l’unica ad averli. Ho iniziato da molto piccola a leggere e ad ascoltare musica di un certo tipo, e c’è da dire che chi abbia voglia di conoscere l’arte oggi è molto favorito da Internet, che permette di cercare e trovare informazioni pressoché su tutto.
Col tempo, poi, da un interesse passivo il tutto si sta trasformando in interesse attivo, perché si fa sempre più intensa la necessità di esprimermi a mia volta e di diventare parte dell’Opera… Sono sempre più gli artisti che io amo e che mi apprezzano, con cui nascono delle bellissime collaborazioni che mi permettono di creare nel nome dei simboli che mi appartengono, dei miei valori ma soprattutto dei miei disvalori.


– Sei nota in rete per essere una provocatrice. Ma per te esattamente cosa è la provocazione?

“Provocazione” è una parola spesso abusata, e troppe volte si tende a definire “provocatorio” un atteggiamento fine a sè stesso. Ma esiste un corretto uso della provocazione, che ha un preciso obiettivo, ed è quello di provocare delle reazioni, di dare spazio al dubbio e quindi alla possibilità di un pensiero alternativo su cose che a causa di una ragione ormai semiaddormentata ed una sensibilità sempre più affievolita si danno troppo spesso per scontate. Io non provoco per il semplice gusto di “essere alternativa” (anzi, un’etichetta del genere mi fa venire i brividi), ma perché non riesco a tollerare i preconcetti e le contraddizioni esistenti attorno a del bello, o del giusto, che vengono vissuti come brutto o ingiusto soltanto perché non si ha più la capacità di fermarsi a pensare a quale sia la vera natura, la vera storia o il vero significato delle cose.


– Sempre parlando di provocazione, la tua pagina MySpace personale sta conquistando il record di account chiuso più volte della storia di quel network. Nana suscita così tanto paura quando provoca?

Nana suscita paura e viene bannata da MySpace, e questo può starci, trattandosi di un network trasversale in cui c’è gente talmente diversa che chiunque può scandalizzarsi per qualsiasi cosa. Viene anche bannata da SuicideGirls però, e questo indica che la censura (che è poi proprio lo strumento che qualsiasi forma di potere utilizza quando “ha paura” di perdere dei punti di forza) abita anche posti insospettabili. Ben venga la provocazione fatta proprio in quei posti, quindi, che permette di svelarne la vera natura bacchettona e moralista.


– Che idea ti sei fatta dell’esperienza Suicide Girls?

Non mi è mai piaciuto SuicideGirls. E non lo dico ora, dopo che il sito ha necessariamente “dovuto” cacciarmi (caso unico nella pluriennale storia di SG) per salvare la faccia dopo aver acquistato e pubblicato un mio set che ha creato uno scandalo senza precedenti in rete (l’ipocrisia della gente di SG ci ha visto dentro un mio supporto ad ogni possibile aberrazione, dallo stupro al nazismo…).
SuicideGirls è in realtà un’azienda multimilionaria, e negli Stati Uniti è un fenomeno di costume paragonabile a MTV, che dietro un atteggiamento di community “alternativa” e underground in realtà puramente di facciata nasconde una mercificazione senza scrupoli delle sue modelle. La mia partecipazione a SG -come peraltro scrissi in tempi non sospetti, ovvero ben sette mesi prima di subire il loro ostracismo, in un’intervista- era in effetti mirata proprio al riuscire a rivelare questo loro aspetto, facendo sì che fossero loro stessi ad essere vittime delle proprie contraddizioni.

(Nota: per chi volesse approfondire il caso “Nana & Suicide Girls”, all’indirizzo:
http://www.mediacruiser.org/2007/11/06/limits-of-alt-porn/
è possibile leggere un articolo che ben sintetizza l’avvenuto)


– Nana vista da Nana, ovvero come ti definiresti in poche parole?

Io odio la sintesi. Se proprio fossi costretta a rispondere a questa domanda, e ad essere banale, farei solo un riassunto di quanto detto finora e di quanto si può trovare scritto dipinto o riprodotto sulla mia pagina di MySpace, ma non lo farò.

– Oltre alla fotografia, un tuo grande amore è la musica. Cosa possiamo aspettarci da te in questo ambito? Progetti in vista?

Si, ci sono progetti in vista, o meglio in corso, ma è ancora prematuro parlarne… non avrò modo di svilupparli per un po’ di tempo. Ma vi terrò aggiornati 😉







Nana in rete

MySpace: http://www.myspace.com/nanasg

Sito ufficiale: http://www.rapeblossom.com

Desdy Metus – L’Insonne in rete

http://www.desdymetus.com

http://www.insonne.net

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